Appello Confartigianato alle istituzioni: sosteniamo le aziende del territorio
16/03/2010 In quattro anni di appalti pubblici il 90% dei lavori affidato a ditte non pistoiesi: un dato che sconcerta e pone molti punti interrogativi sulla volontà politica di difendere le imprese del territorio.
A “dare i numeri” sono i consigli di categoria degli edili e degli installatori di Confartigianato Pistoia, che hanno rilevato le cifre delle opere appaltate dal sito presidia.it.
Dal 2005 al 2009, su 45.971.126,74 euro di lavori appaltati da enti pubblici e società locali partecipate, solo 4.628.656,19 euro sono rimasti a Pistoia, mentre 41.342.470,55 euro (ovvero il 90% della cifra totale) sono andati fuori provincia. Di quei 41mila euro, ben 35.789.407,09 euro di lavori sono addirittura stati appaltati a ditte con sede fuori dall’area metropolitana.
In specifico, gli appalti riguardano tre categorie di opere, ovvero costruzione, manutenzione e ristrutturazione di edifici civili e industriali e impianti sportivi, restauro e manutenzione di immobili sotto tutela della Soprintendenza e impianti tecnologici (termici, idraulici, elettrici ecc.).
“Premesso che il tutto è avvenuto sicuramente nel rispetto delle normative al tempo vigenti _ sottolineano gli imprenditori di Confartigianato, _ è impensabile che, restando nei termini di legge, non ci sia la possibilità di difendere le aziende del territorio. Ad esempio, i lavori cosiddetti sotto soglia, ovvero a base d’asta inferiore a 500mila euro, dal 2008 possono essere affidati tramite gara su invito, e quindi scegliendo di chiamare a partecipare solo imprese nostrane. Se finora non è stato possibile farlo, tanto che ben 23 di quelle opere di costo inferiore a 500mila euro sono andate ad aziende pistoiesi, oggi lo è”.
Ma c’è di più. Esistono infatti opere il cui costo è stimato dagli enti poco oltre la soglia dei 500mila euro. Gli imprenditori di Confartigianato si chiedono se quelle cifre hanno un senso (visto che si gioca al ribasso) e, comunque, se quei lavori non possono proprio essere frazionati in modo da creare più gare ad invito.
“In realtà, _ proseguono gli imprenditori _ a guardare i numeri sembra che i nostri amministratori locali siano poco sensibili agli interessi delle imprese e quindi dell’economia del territorio. Basterebbe appaltare con il criterio della cosiddetta offerta economicamente più vantaggiosa, che tiene conto del valore aggiunto che ogni singola impresa propone”.
Al di là del metodo usato per scegliere la ditta, tra gli enti apparentemente meno sensibili alle problematiche locali, il Cii che non ha lasciato a Pistoia neanche uno dei tre lavori appaltati.
Sopra la soglia dei 500mila euro i giochi si fanno ancora più pesanti perché Pistoia si è aggiudicata solo tre lavori (uno della Provincia, uno del Comune di Pistoia e uno dell’Asl 3) su 28.
Forse le ditte locali non sono preparate a giocare grosse partite? Forse sono troppo care per competere con i ribassi del Sud?
Per la preparazione professionale, dicono gli imprenditori “le nostre aziende non hanno niente da invidiare a nessuno e si sono già attrezzate con due consorzi per partecipare agli appalti pubblici.. Quanto agli sconti, è importante domandarsi se l’eccessivo ribasso praticato da alcune ditte non nasconda qualcosa di poco chiaro e se, comunque, un’opera eseguita a basso costo garantisca una reale qualità”.
Confartigianato si appella alle istituzioni per fronteggiare questa fuga di capitali dal territorio: “altre province hanno trovato il modo di coinvolgere le aziende locali: facciamolo anche noi. Un’ottima occasione è quella dell’ospedale, per i purtroppo pochi giochi che ancora restano aperti. Troppo facile piangere sulle imprese chiuse e i posti di lavoro perduti, quando ormai i buoi sono scappati dalla stalla”.
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