Il suo impegno per la cura delle malattie dell’apparato respiratorio è sempre stato costante ed è questo l’esempio che lascia ai suoi più stretti collaboratori
03/03/2010 Dal primo marzo Florio Innocenti è in pensione dopo essere stato per undici anni responsabile della unità operativa aziendale di Pneumologia e dopo aver lavorato per quasi quarant’anni, ininterrottamente, per il servizio sanitario regionale. Giovanissimo e fresco di laurea è stato medico sanitario scolastico e poi medico di famiglia nei Comuni di Larciano e Sambuca. Nel 1976 entra per la prima volta come tirocinante nell’ospedale di Pistoia dove subito si distingue con il giudizio complessivo di “ottimo”. L’anno successivo diventa assistente medico di ruolo nell’allora II Medicina dell’ospedale di Pistoia. Successivamente si specializza in malattie dell’apparato respiratorio e tisiologia a Pisa su “il trattamento con ossigeno a basso flusso nei broncopneumatici cronici con insufficienza respiratoria” e compie un viaggio-studio a Londra iniziando un percorso di contino aggiornamento, che non interromperà mai, per studiare le malattie dell’apparato cardiovascolare e del metabolismo ed in particolare quelle dell’apparato respiratorio. Nell’acquisizione di nuove metodiche strumentali per la diagnosi e la cura delle neoplasie polmonari apprende le tecniche di endoscopia bronchiale frequentando l’ambulatorio di chirurgia toracica a Pisa.
Nel 1996 diventa responsabile della sezione di pneumologia e fisiopatologia respiratoria e nel 1999 primario. Ha fatto parte del comitato direttivo del dipartimento oncologico della AUSL3 e si è occupato dei controlli sanitari degli ex lavoratori della Breda che erano stati esposti all’amianto. Ha condotto lo studio Italung con la TC spirale su soggetti a rischio neoplasia per mettere a punto diagnosi sempre più precoci del tumore polmonare, ed ha sperimentato nei pazienti colpiti da tumore per esposizione all’amianto l’Alimta, un farmaco utilizzato per migliorare la qualità di vita di molti pazienti ammalati. Il suo impegno nella ricerca e nella sperimentazione sono sempre stati costanti ed è questo l’esempio che lascia ai suoi più stretti collaboratori.
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