Privilegiati per il loro rapporto diretto con i cittadini. Già avviato un percorso di confronto e formazione per migliorare la qualità delle prestazioni.
03/02/2010 Maggiore relazione fra Enti Locali, Medici di Medicina generale e Pediatri di libera scelta (MMG e PLS) e Medici Ospedalieri, per meglio comprendere le varie esigenze, evidenziare le diverse problematiche e rilevare criticità e proposte di miglioramento. E’ questo, in sintesi, il percorso progettuale che si sta realizzando in Montagna per dare piena attuazione agli obiettivi indicati dalla Regione Toscana nel piano sanitario e per realizzare nelle zone “disagiate”, sia insulari che montane, servizi socio sanitari corrispondenti alle aspettative della popolazione residente e che tengano conto delle peculiarità geografiche. La ASL3, attraverso il Dipartimento processi amministrativi integrati e sviluppo servizi socio –sanitari della montagna, la Zona Distretto pistoiese, la Direzione Sanitaria dell’Ospedale di San Marcello ha avviato un percorso relazionale con tutti i Comuni della Montagna, la Comunità Montana Appennino Pistoiese finalizzato a strutturare un rapporto relazionale continuo.
In particolare si punta all’integrazione tra ospedale e territorio, con il coinvolgimento diretto anche degli assessori con delega al sociale per acquisire una conoscenza diretta delle varie problematiche ospedaliere.
Snodo centrale di questa integrazione sono i MMG e PLS, figure essenziali nel rapporto fra cittadino e servizio sanitario, che si trovano, di norma, proprio l’inizio del percorso terapeutico e/o diagnostico del paziente, che spesso trova una sua integrazione con i percorsi i ospedalieri.
Nelle zone cosiddette “disagiate”, i MMG e PLS sono spesso anche i principali attori della comunicazione-informazione sanitaria nei confronti della popolazione residente. Infatti, l’alto tasso di anzianità in montagna, le difficoltà relative alla mobilità, il basso tasso di densità abitativa, rendono spesso problematica una comunicazione “centralizzata” efficace. Pertanto, il loro rapporto con i colleghi ospedalieri è ancora più fondamentale che nelle aree cittadine. Inoltre, la presenza di universi numerici molto piccoli, basti pensare all’Ospedale Pacini con soli 52 posti letto, ad un numero di abitanti della “montagna” di poco superiore ai 15.000, rende i rapporti relazionali medico-utente maggiormente influenzabili dal rapporto personale molto di più che in contesti di ampie dimensioni.
Fino a questo momento è stata condivisa l’esigenza di attivare dei percorsi proprio per “centralizzare” la figura dei MMG e PLS al fine di realizzare delle sinergie professionali nell’ambito della continuità assistenziale fra ospedale e territorio (progetto dimissioni programmate, assistenza domiciliare integrata etc…).
Ad oggi sono stati realizzati una decina di incontri su altrettanti argomenti che hanno trattato diversi aspetti sanitari e sociali e che hanno sempre coinvolto, oltre ai professionisti ospedalieri, i MMG e PLS con un riconoscimento anche sul piano formativo (sono stati riconosciuti ben 37 crediti per ogni professionista) da parte della Regione Toscana.
La costituzione di una struttura dipartimentale dedicata alla montagna ha trovato ampio consenso fra tutti gli operatori ed in particolare fra i Medici di medicina generale e Pediatri di libera scelta che hanno più volte rilevato l’importanza di avere un continuo contatto con un dirigente preposto dall’Azienda Sanitaria come “facilitatore” nella individuazione e soluzione delle problematiche del territorio montano.
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